Sul conflitto nella regione del Tigray

“Sono Paola Maceroni, responsabile italiana dei rapporti con i progetti di ActionAid nei Paesi.

 

Sto seguendo da vicino il conflitto che ormai da settimane coinvolge la regione del Tigray – a nord dell’Etiopia - dove stanno sorgendo le due nuove scuole frutto della collaborazione tra le case editrici del Gruppo Mondadori e ActionAid.

 

La regione al confine tra Sudan ed Eritrea, il Tigray è un’area molto fragile, dove già prima che il conflitto scoppiasse, si stimava la presenza di 850.000 persone la cui sopravvivenza dipende da aiuti esterni.

 

Il conflitto sta portando ad un grave crisi umanitaria.

 

A settembre l’area è stata anche colpita da pesanti alluvioni che hanno forzato migliaia di famiglie a cercare rifugio in altre zone del paese.

 

Ad oggi, sono più di un milione le persone bisognose di assistenza, quasi 50.000 hanno raggiunto il Sudan, 167.000 si sono riversate nella vicina regione dell’Afar.

 

Le condizioni di vita degli sfollati sono molto precarie. Alcuni hanno trovato rifugio presso parenti, altri vivono in tende o presso edifici appositamente riconvertiti per ospitarli. Ma non ci sono le risorse per poter accogliere tutti.

 

Anche i centri sanitari sono ormai allo stremo, incapaci di fornire le giuste cure ai feriti che arrivano dal Tigray. I bambini che hanno assistito agli scontri hanno bisogno di supporto psicologico, soprattutto nei casi in cui si separano dalle famiglie.

 

Manca acqua, cibo, elettricità, trasporti. È difficile avere accesso a informazioni continue e aggiornate su quanto sta succedendo.

 

Sono in contatto costante con i colleghi sul campo che per ora mi hanno mandato notizie che i lavori di costruzione sono faticosamente andati avanti. Ma al momento la priorità è mettere al sicuro non solo i bambini che studieranno nella scuola ma anche le famiglie e le comunità che collaborano con ActionAid e che oggi stanno prendo parte ai lavori di costruzione.

 

Vi terrò informati sull’evoluzione della situazione e ringrazio le case editrici del Gruppo  Mondadori perché quando la situazione si sarà stabilizzata la scuola sarà ancor più un luogo fondamentale e sicuro per i bambini dove riprendere il cammino verso la normalità.”